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Alfredino, l’Italia in fondo a un pozzo – 16 settembre 2017

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Sabato 16 settembre alle 21.00 ritorna “Alfredino, l’Italia in fondo a un pozzo”, di Effetto Morgana, con Fabio Banfo, regia di Serena Piazza.

Lo spettacolo presentato al Lanificio in fase di studio nel 2016 ha vinto ben 2 premi al DOIT Festival di Roma nel 2017, come miglior spettacolo e miglior drammaturgia.

L’attore Fabio Banfo, interpretando tutti i protagonisti di questa tragedia, fa rivivere i momenti più salienti: l’arrivo dei soccorsi, la folla curiosa che ostacola gli interventi, l’angoscia di una madre che sta per perdere un figlio e il coraggio di uomini comuni che si trasformano in eroi.

Banfo passa senza tregua da un personaggio all’altro avvalendosi di pochi oggetti di scena: con delle cuffie diventa il presidente Pertini venuto per rassicurare il bambino, con un panino interpreta uno dei tanti curiosi, con una fune si trasforma in Angelo Licheri e Donato Caruso, gli unici che riuscirono a essere sul punto di salvare Alfredo, con un microfono diventa uno dei tanti giornalisti della Rai che ripresero tutto senza fermarsi mai. L’attore alterna così le emozionanti interpretazioni dei vari personaggi a momenti di narrazione ricchi di informazioni, creando una struttura drammaturgica coinvolgente e pungente.

Dopo più di trentacinque anni è stato fatto ancora poco per raccontare quello che è successo, per capire, digerire, metabolizzare quell’accadimento, farlo diventare patrimonio condiviso, dargli quel significato che solo la memoria storica può dare agli eventi importanti di un paese.
Il fatto è che la morte di Alfredino ha prodotto nell’animo di ognuno di noi una ferita così profonda e così violenta da scatenare un forte processo di rimozione, che ha quasi cancellato Vermicino dalla scena pubblica e lo ha relegato in qualche angolo remoto della coscienza individuale. Da cui ogni tanto emerge con intatto dolore e tumulto emotivo.
Ma forse, dopo tanti anni, è opportuno tornare a riflettere su quello che è successo in quelle torride giornate del giugno 1981. Perché Vermicino ha molto da dirci sull’Italia di quegli anni, sul modo in cui il Paese e le sue istituzioni hanno affrontato quella tragedia, sugli italiani di allora e sul nostro carattere nazionale, su come l’informazione e la tv siano state segnate da quell’evento, che ne ha condizionato gli sviluppi successivi.
Il lavoro teatrale di Fabio Banfo e Serena Piazza colma una lacuna e ci aiuta a entrare dentro la vicenda di Vermicino anche con la testa, senza perdere nulla della sua dimensione emotiva (dalla Prefazione di Massimo Gamba al libro su Alfredino, l’Italia in fondo a un pozzo, di Fabio Banfo).

….Banfo mostra come, nella vicenda del piccolo Alfredo Rampi, il già precario confine fra pubblico e privato si annulli, per lasciare posto a uno show (in)consapevole; qui una diretta estenuante, certa di testimoniare il successo eroico di uno sforzo collettivo risoltosi, però, in tragica sconfitta (…..)Quello che Banfo e Piazza propongono è un ottimo spunto per riflettere sull’efficacia che il terrore mediatico può esercitare sulle masse di spettatori annoiati, e si tratta di una storia lunga. Uno spettacolo per niente semplice che stringe il cuore, raccontato con modestia, ma soprattutto con coraggio, per guardare, con occhi più grandi, un’Italia in fondo al pozzo. (recensione Arianna Lomolino)

Con orgoglio possiamo affermare che le residenze d’artista di Teatro Oz, ospitate in questi anni al Lanificio hanno prodotto un movimento di idee e di condivisione non indifferente che sta portando realtà teatrali giovani a sperimentare nuovi linguaggi creativi negli spazi della Valle Cervo, ottenendo, come nel caso di Alfredino, successi riconosciuti a livello nazionale.

Ingresso 12 euro, ridotto 10 euro.
Prenotazioni amicidellalana@gmail.it WhatsApp 3472512850

Autore: Amici della Lana

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